Paola Tassetti: dalla botanica all’anatomia passando per l’arte.

CREDENZIALI - Installazione - Ampolle Botaniche - Paratissima 2016

Paola Tassetti: dalla botanica all’anatomia passando per l’arte.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Paola Tassetti, la vincitrice del “Premio Paratissima” per il migliore artista della dodicesima edizione. Dagli esordi fino ai progetti futuri, Paola ci ha raccontato del suo legame con l’Arte e di come Paratissima le abbia aperto nuovi scenari e collaborazioni.

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Le tue coordinate anagrafiche e geografiche.

Paola Tassetti nata 07/07/1984 a Civitanova Marche

Quale tipo di percorso formativo hai seguito, lineare o atipico?

Atipico.
Ho iniziato a dipingere impulsivamente “fiori urlanti” a 13 anni, senza approfondirne realmente l’interesse in campo artistico.
Successivamente ho frequentato la Scuola d’Arte con indirizzo Architettura, e nel 2004 la Facoltà di Scienze dell’Architettura con indirizzo Paesaggio.
Dopo l’esperienza Giapponese (a Kyoto) ho iniziato ad approfondire la mia formazione artistica, iniziando studi sul Collage sulla Botanica e sulla performance artistica attraverso la pittura compositiva e materica.

Condotto Sordastro (Tronco Timpanale) ©Paola Tassetti

Condotto Sordastro (Tronco Timpanale) ©Paola Tassetti

Hai un mezzo espressivo o una tecnica privilegiata? 

La mia tecnica è caratterizzata da un’analisi quasi scientifica delle piante associate al corpo umano e dalla necessità di ridisegnarne le forme e stravolgerle attraverso qualsiasi mezzo comunicativo.

Da dove scaturiscono le idee di nuovi progetti o lavori, cosa è che ti ispira maggiormente? Attualità, letture, circostanze casuali oppure ossessioni?

Ciò che mi ispira di più proviene da ciò che prendo in prestito dall’anatomia, dalla biologia dalla botanica e dall’archeologia, attingendo nuove identità dagli elementi stessi e ridefinendo la realtà che mi circonda nonché la mia stessa identità. Letture, Ossessioni verso l’anatomia e la botanica in ogni forma e linguaggio.

Nel tuo fare arte cosa è inevitabilmente ricorrente come stile, materiale, forma, soggetto o messaggio.

Aspetto fondamentale del mio modus operandi è il lavoro manuale ed il suo ritmo compositivo che sin dal principio della mia formazione è stato paradigma di una dimensione in cui ha luogo l’analisi introspettiva.
Raccogliere, essiccare, fotografare, disegnare, comporre e dipingere sono i passaggi che ricorrono spesso nel mio processo creativo. Attraverso forme estetiche che trovo nel paesaggio che mi circonda, sviluppo la volontà di associare organi e parti anatomiche che maggiormente mi identificano in quel periodo.

Bulbi Orbitali ©Paola Tassetti 

I tuoi punti di riferimento artistico.

Difficile racchiuderli in una risposta.
Cristiano Toraldo di Francia e i suoi collage radicali ai tempi dei Superstudio. Il Giappone ed il suo simbolismo etico più crudo.
Carlo Scarpa e le sue forme verso l’ignoto.
l’Utopia di Yona Friedman.
Cesare Pavese con i suoi paesaggi Italiani attraverso l’introspezione.
Paul Cézanne per il suo essere singolare ed enigmatico.
I miei Organi meno sviluppati durante la crescita.

Stai lavorando ora a qualche progetto in particolare?

Condotto Plantigrado ©Paola Tassetti

Sto lavorando ai “Condotti Botanici”. Composizioni su tela di disordine osseo, dove scorre emotività all’interno di un paesaggio fatto di piante, organi riproduttivi femminili e maschili e filamenti organici.
Lungo il perimetro delle arterie, il filo vegetale diventa un punto di sutura
per chiudere i segni a parole, e diviene voce dell’immaginario simbolico. Condotti, ovvero mezzi busti comunicanti, con organi e fisionomie vegetali di persone che sto analizzando nella mia quotidianità.

Cosa è indispensabile per un artista agli esordi?

Rapportarsi a se stesso e lavorare sul proprio corpo, inteso come paesaggio interiore, quindi capire da dentro quello che accade fuori. Il nostro modo di essere, la nostra natura, è condizionata anche da quello che ci circonda. Fondamentale avere come punto di partenza l’interiorità, per poter assimilare pienamente una propria identità e far fronte ad ogni contesto proposto.
Cercare la propria crescita, ascoltando le proprie fasi emozionali e rafforzare il proprio linguaggio comunicativo. Sviluppare concetti propri e semplici per comunicare attraverso l’arte nell’epoca del progresso-regresso (tecnologico).

Il rapporto/confronto tra artista emergente e curatore: necessario, occasionale o superfluo?

Se occasionale e naturale diventa un confronto estremamente interessante per la crescita dell’artista.
Ci si può rapportale al mercato dell’arte e alle sue possibilità con maggiore razionalizzazione e con più occhi.

Hai vinto il Premio Paratissima nel 2016, su oltre 500 partecipanti. Cosa è successo dopo?

Dopo Paratissima ho sviluppato ancora di più il “pensiero/azione”, quindi pensare facendo le cose. Ho sviluppato l’istintualità della composizione e molte volte capisco il mio lavoro quando oramai l’ho già finito. Trovo che sia estremamente liberatorio e che apra molte porte verso la ricerca, ed ho capito che le mie idee non escono fuori da uno schema.

Il momento delle premiazioni di ParatissimaXII

Il momento delle premiazioni di ParatissimaXII

L’opportunità di Paratissima mi ha inoltre aperto molte porte verso nuove collaborazioni artistiche e mi ha dato modo di comunicare al meglio il mio processo creativo ad altri artisti, cosi da far nascere nuovi progetti e possibilità.

 

 

 

 

CONTATTI:

Laboratorio
Piazza Garibaldi n°19 – Civitanova Marche – 62012 (MC)

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Laura Tota
comunicazione@paratissima.it