Meet the artist: Intervista a Davide Stasino

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Meet the artist: Intervista a Davide Stasino

Nei ritratti senza volto di Davide Stasino, le linee che danno forma ai corpi dipinti diventano la traduzione del vuoto contemporaneo caratterizzato dalla perdita del “sé”. Il Legame tra Uomo e contemporaneità ipertecnologica viene così affrontato attraverso la destrutturazione anatomica.

Le tue coordinate, anagrafiche e geografiche.

Sono nato a Napoli nel 1978, vivo e lavoro a Roma dal 2016.

Definiresti il tuo percorso formativo lineare o atipico?

Mi sono laureato all’accademia di Belle Arti di Napoli con indirizzo Pittura e una tesi in Mass-Media in cui affronto i problemi della comunicazione occidentale e della cultura di massa.

Nel 2005 ho conseguito l’abilitazione all’ insegnamento in Arte e Disegno e attualmente sono Docente di Disegno e Storia dell’Arte.

DISPNEA IV di DAVIDE STASINO, SMALTO SU CARTA INTELATA, 20x20 cm, 2020,
Pezzo Unico
DISPNEA IV di DAVIDE STASINO, SMALTO SU CARTA INTELATA, 20x20 cm, 2020, Pezzo Unico

Ogni artista si differenzia per uno stile particolare, dato da una sommatoria di fattori differenti. La tua ricerca predilige un mezzo espressivo o una tecnica in particolare? Nelle tue opere vi è qualcosa di inevitabilmente ricorrente, a livello di soggetto o messaggio? Quali sono i tratti distintivi della tua ricerca? 

Il mio mezzo espressivo preferito è la pittura, uso principalmente smalti impressi sulle tele o su carta.

Sono ossessionato dal tema dell’essere umano, che esploro con modalità espressionista-figurative. Analizzo l‘ uomo, riproducendone forme e colore, sangue e putredine, con uno stile maturato in atipiche esperienze tra manipolazioni “Post/Human” e uso “tradizionale” della pittura. Ogni organo, ogni muscolo, ogni arto, astratto dal suo contesto e rimodellato dalla pittura, acquista un valore simbolico che rimanda al potenziale vitale che si cela oltre le apparenze di lividi corpi deformati e “destrutturati” nella loro composizione atomica.

Le mie sono figure polisemiche in un’imprevedibile combinazione di media diversi, tutti però compatibili con il massimo controllo del disegno.

La mia arte si veste di un Estetica dello spirito che si materializza nelle paste cromatiche, le linee che danno forma ai corpi dipinti, diventano la traduzione del vuoto contemporaneo caratterizzato dalla perdita del “se”. I volti cancellati  sono simbolo del sacrificio dell’uomo, che per sentirsi parte integrante di questo mondo ipertecnologico rinuncia al proprio “io”.

Le tue fonti di ispirazione. Da dove scaturiscono le idee di nuovi progetti o lavori? Attualità, letture, circostanze casuali oppure ossessioni personali?

Da un insieme di fattori psicologici e ambientali che interagiscono dentro e fuori.

Il primo amore non si scorda mai. Qual è l’opera o l’artista che in qualche modo ha lasciato un segno nel tuo percorso?

Ci sono molti artisti che hanno lasciato un segno nel mio percorso artistico in diversi  periodi della mia vita , ma il primo dipinto che ho amato da  piccolo e che mi ha spinto a dipingere e’  “Le Sette opere della Misericordia”  di Caravaggio esposta a due passi dalla mia casa di infanzia al Pio Monte della Misericordia a Napoli.

MORFINA – “ritratto di una giovane eroina II” di DAVIDE STASINO, OLIO SU TELA, 80 x 80 cm, 2016,
Pezzo Unico
MORFINA – “ritratto di una giovane eroina II” di DAVIDE STASINO, OLIO SU TELA, 80 x 80 cm, 2016, Pezzo Unico

Il rapporto/confronto tra artista emergente e curatore: lo definiresti necessario, occasionale o superfluo?

Il rapporto tra artista e curatore è fondamentale per una crescita professionale in questo universo complesso dell’arte.

Stai lavorando a qualche progetto futuro in particolare? Una mostra o una serie di opere nuove?

Sto lavorando a un nuovo progetto che ho maturato nel periodo del lockdown.

DISPNEA II
di DAVIDE STASINO, SMALTO SU CARTA INTELATA, 30x40 cm,2020, Pezzo Unico
DISPNEA II di DAVIDE STASINO, SMALTO SU CARTA INTELATA, 30x40 cm,2020, Pezzo Unico

Se un giovane ti chiedesse un consiglio su cosa è indispensabile per un artista agli esordi? 

Originalità , costanza e motivazione.

La prima opera d’arte venduta segna una svolta, attesta il passaggio da un livello di produzione privato e personale a una dimensione professionale.  Che ricordi hai in merito? A parte la mera transazione economica, tra artista e collezionista normalmente si crea un rapporto elettivo di scambio reciproco?

La mia prima opera venduta è stata acquistata da un ente pubblico in seguito alla partecipazione a un concorso nel lontano 2002. Sicuramente la vendita di un’ opera crea molta energia e linfa vitale per la produzione artistica, ma allo stesso tempo solitudine perché è una parte di te che se ne va.

Il rapporto con i miei collezionisti va oltre l’ aspetto  economico, mi seguono e mi sostengono nel mio percorso artistico.

Tre hashtag indispensabili per definire la tua poetica e a cui non potresti mai rinunciare…

#elegante #impattovisivo #spirituale

Ritratto III
di DAVIDE STASINO, smalto su cartone intelato, 25x35 cm, 2016, 
Pezzo Unico
Ritratto III di DAVIDE STASINO, smalto su cartone intelato, 25x35 cm, 2016, Pezzo Unico
Laura Tota
comunicazione@paratissima.it