Ph.ocus – About photography

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Ph.ocus – About photography è la sezione di fotografia di Paratissima deputata ad accogliere nei suoi spazi progetti di fotografia contemporanea ed eventi, incontri e workshop dedicati alla cultura visuale.

All’interno di Art Station, l’evento durerà 10 giorni, ampliando i suoi confini e mantenendo l’obiettivo di promozione dei fotografi indipendenti attraverso la tradizionale formula della call.

Per l’edizione 2020, l’invito per i fotografi è stato quello di interpretare il concept “Please, take care” o di dare la propria personale testimonianza sull’emergenza sanitaria da COVID19 attraverso il progetto speciale “Please, stay home“.

Sarà attraverso lo sguardo dei fotografi selezionati che la sezione prenderà forma e attraverso i loro scatti che Paratissima cercherà di ricostruire la contemporaneità attraverso lo strumento fotografico.

La sezione è curata da Laura Tota.

I CONCEPT

Please, take care

Ogni giorno, solo su Instagram vengono condivise all’incirca 100 milioni di immagini. Il numero è chiaramente più alto se si considerano tutte le altre piattaforme di condivisione social. Se dovessimo domandarci, invece, quale potrebbe essere il numero di foto scattate (non solo condivise) ogni giorno, il discorso sarebbe estremamente più complesso: tutti i cellulari possiedono da anni almeno una fotocamera integrata che ognuno di noi utilizza quotidianamente più e più volte.

Scattiamo fotografie non solo per catturare momenti, ma anche più semplicemente per ricordarci, per esempio, il titolo di quel libro sfogliato in libreria, oppure per conservare memoria di una conversazione/pagina internet attraverso uno screenshot: la fotografia si nasconde ormai ovunque, anche laddove apparentemente si pensa non sia presente.

La democratizzazione della fotografia ha portato anche a una sua banalizzazione? Cosa vuol dire oggi “fare fotografia”?

Quali sono le prerogative che distinguono una foto da un semplice scatto? Cos’è che rende una fotografia autoriale?

L’attribuzione di un significato preciso a un’immagine è ciò che contribuisce a percepire la fotografia come uno degli strumenti più potenti di comunicazione visuale. Che si tratti del racconto di un’istanza sociale, di un’indagine introspettiva, di un ricordo, della celebrazione di un momento o di uno stato d’animo, spesso la fotografia riesce a restituire una quantità di informazioni/emozioni incalcolabili in modo intuitivo e immediato grazie alla sua familiarità e presenza nella vita di ognuno di noi.

Il fotografo diventa così sempre più autore di un racconto che sceglie di sviluppare attraverso una narrazione fotografica.

“Please, take care” vuol essere un invito rivolto ai fotografi a indagare ciò che per ognuno di loro merita di essere fotografato e quindi raccontato, impresso e, nella maggior parte dei casi, condiviso. Un racconto corale, ma allo stesso introspettivo sull’attribuzione di valore non solo nella fotografia, ma nell’intera società contemporanea.

D’altronde, la fotografia è o no anche lo specchio dei nostri tempi?

I fotografi selezionati

Riccardo Alfonsi Bianchini, Riccardo Bandiera, Jessica Basso, Chiara Borgaro, Martin Bruckmanns, Oscar Brum, Barbara Cannizzaro, Francesca Cristin, Charlie Davoli, Diego Dominici, Giulia Lazzaron, Luciana Lorizzo, Francesca Maggi, mc2.8, Monia Marchionni, Marijana Miladinovic, Patrizia Mori, Ivana Noto, Saggion Paganello, Marta Passalacqua, ReBarbus, Francesca Rossi, Isabella Sommati, Urbex Team, Giuditta Uliani, Gioele Vettraino, Gabriele Zago

Please, stay home – Quarantined spin off

Nei momenti storici in cui la comprensione della realtà si fa complessa e determinati avvenimenti storici modificano il corso degli eventi, la fotografia gioca sempre un ruolo fondamentale: oggi tendiamo sempre più ad associare episodi cruciali della storia globale a fotografie poi diventate iconiche, non necessariamente scattate da fotografi professionisti. Solo per fare qualche esempio, basti pensare alla foto dell’”Uomo del carro armato” che congela la protesta di piazza Tienanmen a Pechino dell’89, allo scatto dell’”Uomo che cade” dalle Torri Gemelle o ancora alle centinaia di foto realizzate durante il crollo del Muro di Berlino.

L’emergenza da coronavirus è entrata nelle vite di ognuno di noi in modo improvviso e traumatico: nel giro di poche ore siamo stati costretti, per il bene comunitario, a rinunciare alla maggior parte delle nostre libertà individuali, a rinchiuderci nelle nostre case che ben presto si sono trasformate in “gabbie dorate”.

Tra tempi dilatati, spazi e possibilità di movimento limitati e relazioni sociali ridotte al minimo, ci siamo ritrovati a mantenere i contatti con il mondo esterno esclusivamente attraverso finestre reali o virtuali.

Come testimoniare questa emergenza silenziosa?

Nel tentativo di comprendere il rapido evolversi degli eventi, molti di noi hanno chiesto aiuto allo strumento fotografico, puntando l’obiettivo all’interno delle proprie case o viaggiando idealmente per il mondo e catturando immagini attraverso lo schermo: un piccolo atto rivoluzionario giocato in casa, nella propria intimità e solitudine.

Questa sezione intende raccogliere i foto-progetti che sono stati ideati e realizzati proprio durante quei giorni senza fine, capaci di restituire inediti e inaspettati punti di vista e lampi di creatività nati all’interno delle mura domestiche. Un tributo dovuto alla nostra pazienza e perseveranza, per non dimenticare, a dicembre, quello cui siamo stati capaci di dar vita durante insospettabili giornate tutte uguali. Un contributo per far sì che queste immagini entrino a far parte della nostra memoria collettiva e costituiscano il terreno su cui far germogliare una nuova coscienza e un nuovo senso di appartenenza.

I fotografi selezionati

Giorgia & Laura Bellotti, Serena Biagini, Marcello Campora, Consuelo Canducci, Matilde Carnesi & Simone di Gioia, Collettivo Volume, Antonio Delluzio, Martina Esposito, Laura Furlanetto, Marzia Gamba, Lightlens, Davide Maria Palusa, Irina Parodi, Mino Pasqualone, Linda Pezzano, Isabella Quaranta, Luca Romano, Simona Salerno, Violetta Tonolli

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Collater.al nasce nel 2010 come progetto editoriale caratterizzato da un approccio autoriale allo storytelling.

Grazie ad un attento lavoro curatoriale, oggi Collater.al è una delle pubblicazioni digital più seguite, fonte di ispirazione e influenza su temi legati all’arte, al design, alla fotografia e alla cultura pop, ma anche azienda indipendente che ha come obiettivo quello di unire il lavoro di talenti creativi, affermati ed emergenti, a community e brand.

DOVE & QUANDO

ARTIGLIERIA – Con/temporary Art Center

venerdì e sabato >>> ore 15.00 / 22.00

domenica  >>> ore 15.00 / 20.00

30 ottobre 1-2-3 dicembre >>> visite guidate con partenza alle ore 15.00 e 17.00 *

lunedì 7 e martedì 8 dicembre >>> ore 15.00 / 20.00