Feral Horses: arte in co-proprietà

About This Project

Il tutto parte dalla volontà di far interagire i visitatori con l’arte in una maniera completamente diversa dalla normale interazione fieristica.

Il modello di comproprietà proposto da Feral Horses, infatti, ha affascinato un collezionista privato che, in comune accordo con Jago, ha deciso di vendere l’opera in quote.

Pertanto, Feral Horses ha deciso di collaborare con ADA per organizzare la vendita in quote dell’opera.
La prevendita dell’opera avverrà in esclusiva a Paratissima .
I visitatori della fiera saranno i primi ad avere la possibilità di far parte del progetto e di comprare quote della proprietà.

Inoltre, chi deciderà di acquistare direttamente in fiera avrà diritto a ricevere ricompense esclusive, in base al numero di quote acquistate (min €20). Successivamente, l’opera inizierà il suo periodo di vendita online e chi avrà acquistato le quote potrà vederle nel suo profilo sulla piattaforma.

Una volta venduta, l’opera verrà prestata ad una collezione aperta al pubblico a Roma.

About Jago

Jago Jacopo Cardillo è un artista italiano nato il 18 aprile 1987 a Frosinone.

Vive e lavora tra l’Italia e New York. Nel 2009 ha realizzato un busto in marmo di Sua Santità Benedetto XVI, poi spogliato e trasformato in “Habemus Hominem” in seguito alle dimissioni del Pontefice, per il quale nel 2012 ha ricevuto l’Onorificenza della Santa Sede “Medaglia Pontificia”, consegnatagli dal Cardinal Ravasi e dal Segretario di Stato Cardinal Bertone, presso la sede del Pontificio Consiglio per la  cultura in Roma.

Nel 2011, a soli 24 anni, è stato selezionato per il Padiglione Italia (Regione Lazio, Palazzo Venezia, Roma) della 54a edizione della Biennale d’Arte di Venezia, a seguito della quale abbandona l’Accademia. Negli stessi mesi è presente con l’opera “I cinque sensi” alla mostra “Vanitas” presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma con i ritratti in marmo dei componenti della famiglia.
Del 2012 la sua prima mostra personale presso il Museo della Media Valle del Liri a Sora (Fr) presentata da Vittorio Sgarbi e la storica dell’arte Maria Teresa Benedetti. Nel 2013 si è aggiudicato il 1° Premio Gala de l’Art di Monte Carlo (Principato di Monaco) e il Premio Arkes (Castello Boncompagni Viscogliosi, Isola del Liri).

Nel 2014 ha avuto luogo la sua seconda personale presso la Fondazione Umberto Mastroianni nel Castello Ladislao di Arpino (Fr).
Il 24 novembre 2015 gli è stato conferito il “Premio Pio Catel” con l’opera “Containers”. Nel 2016 espone a Roma nella Cripta della Basilica dei SS XII Apostoli, la mostra dal titolo “Memorie” è la prima Personale dell’artista nella Capitale, alla quale seguiranno due collettive, “Terapie d’Urto”
presso la LUISS Guido Carli di Roma e “Poppi Deposito D’Arte” nella splendida cornice del Castello di Poppi (Arezzo). Nel dicembre 2016 partecipa alla collettiva RILEVAMENTI 1, presso il CAMUSA – Cassino Museo Arte Contemporanea con le opere “Excalibur” e “Containers”.
Nel gennaio 2017 con l’opera “Eataly” si aggiudica il premio del pubblico presso Arte Fiera Bologna e nel mese di maggio presso la Galleria Montrasio Arte di Milano inaugura la sua personale, che verrà successivamente replicata nella storica sede di Monza.

Nell’estate del 2017 realizza la prima performance live di Scultura 3D in Italia a Guardiagrele (CH) per il festival Artigitale, e a settembre dello stesso anno a Verona riceve l’investitura come Mastro della Pietra in occasione del MarmoMac 2017. Nel mese di ottobre è fra gli speaker del TEDx Genova, e contemporaneamente espone la sua opera Facelock al MAXXI di Roma per la collettiva “Generation What?” promossa da Fondazione Terzo Pilastro e IULM.

Con più di 237 mila follower attivi sulla sua pagina Facebook e oltre 13 milioni di visualizzazioni del documentario a lui dedicatogli da FanPage, Jago condivide la propria arte sui Social in maniera indipendente, per questo motivo da molti viene definito “Social artist”.

About "Habemus Hominem"

L’opera Habemus Hominem, iniziata dal giovane scultore Jago nel 2009 e completata nel 2016, rappresentò, inizialmente, un ritratto dal vero di sua Eminenza Papa Benedetto XVI, ispirata al ritratto di Papa Pio XI di Adolfo Wildt con gli occhi concavi, oggi conservato ai Musei Vaticani.
Nel 2013 Papa Benedetto XVI abdicò e il giovane scultore, guardando l’opera nel suo studio, capì che doveva liberare l’uomo che si celava nel marmo in cui era scolpito il ritratto del Papa.

Fu così che l’opera, intitolata Habemus Papam, divenne Habemus Hominem.

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Guarda il video "Habemus Hominem"

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Special Projects 2018